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Riconoscimento Donna Impresa

30.10.2019

Riconoscimento Donna Impresa

Il 29 ottobre presso la sala porro del polo fieristico Lariofiere di Erba si è tenuto il convegno "Il talento: la libertà di scegliere una professione prettamente maschile. Perchè no?". Erica Turolla, socia fondatrice della Luxelt è stata chiamata sul palco per portare la propria testimonianza: il ruolo della donna nell'imprenditoria, nonché il confronto con i pregiudizi di un mondo prettamente maschile. 

Il 29 ottobre presso la sala porro del polo fieristico Lariofiere di Erba si è tenuto il convegno "Il talento: la libertà di scegliere una professione prettamente maschile. Perchè no?". Erica Turolla, socia fondatrice della Luxelt è stata chiamata sul palco per portare la propria testimonianza: il ruolo della donna nell'imprenditoria, nonché il confronto con i pregiudizi di un mondo prettamente maschile. 

Vi riproponiamo le domande che sono state poste sia alla nostra rappresentante che alla collega della provincia di Como, affinché possano essere uno spunto di riflessione per ridisegnare i confini delle professioni, ove non devono esserci differenze di genere, ma attenzione alle competenze.

 

1) La Luxelt è un’impresa che opera nel settore dell’elettronica. Un settore che nell’immaginario comune è tradizionalmente prettamente maschile e dove la figura femminile è contemplata solo per lavori amministrativi. Visto il suo ruolo in azienda, che la vede impegnata sia nell’ambito della progettazione del lighting design e sia nella divisione elettronica, come questa idea dell’immaginario comune ha condizionato il suo lavoro e la sua crescita professionale?

2) Parlando di valorizzazione delle competenze, che deve essere l’unico elemento su cui fondare una politica del lavoro e di crescita competitiva di un paese come l’Italia, quali sono a suo avviso gli elementi e le caratteristiche di una donna che possono contribuire ad orientare la leadership dell’impresa e anche il business? 

3) Le donne si trovano sempre più inglobate in quella che è definita “la sandwich generation”, schiacciate dai tanti ruoli: imprenditrici, mogli, madri, figlie. Sandwich generation che è conseguenza dell’idea che la conciliazione sia un problema esclusivamente femminile. Come lei riesce a gestire questi suoi molteplici ruoli e conciliare gli impegni vita-lavoro? 

 

In risposta, unendo le tre domande, riteniamo che non si debba più parlare di differenze tra mondo maschile e femminile in ambiti lavorativi, così come nelle relazioni sociali di ogni giorno. Le difficoltà che una donna può trovare nel ruolo di imprenditrice o libera professionista o dipendente in aziende considerate purtroppo ancora inerenti una sfera maschile, possono essere in realtà un valore di formazione e trasformazione della propria professionalità e dello sviluppo delle competenze. 

<<Sovente presso i clienti ci interfacciamo con uomini che inizialmente sono diffidenti e sorpresi di interloquire con una donna. Si aspettano i soliti dieci/quindici minuti di racconto a memoria delle caratteristiche dell'azienda o dei prodotti, un catalogo e un listino. Invece durante i nostri appuntamenti quello che facciamo è intervistare il cliente, capirne i problemi, scovare le soluzioni, formare tecnicamente chi non è prettamente del settore e intraprendere insieme un percorso che porta alla realizzazione del prodotto, allo sviluppo di un rapporto di fiducia e al problem solving. Si concludono quasi sempre con "La ringrazio per la sua professionalità. Non immaginavo che una donna potesse avere tali competenze in questo ambito. Complimenti per la sua preparazione e per il servizio che mi ha offerto". >>

Le donne ripongono fiducia nelle proprie capacità, nel proprio team e anche nel mercato. Hanno coraggio di osare grazie alla creatività e non amano sentirsi dire di no. Si fidano del proprio intuito e organizzano le azioni da intraprendere per raggiungere i propri obiettivi. Ripongono il proprio entusiasmo nella creazione e nella gestione di un team, quasi come se fosse una famiglia, senza distogliere l'attenzione dalla professionalità. Forse queste caratteristiche sono facilmente riscontrabili anche negli uomini? Le diamo per scontate per il sesso maschile e non per quello femminile, ma è una forza che fa sì che nelle aziende del futuro i gruppi leader possano essere composti sia da donne che da uomini. Solo in questo modo potremo pensare di aver creato una società senza distinzione di genere.

Generazione sandwich? Sì. Il risultato è che la donna si trova divisa tra il mondo del lavoro e quello della famiglia, ma anche gli uomini che affiancano queste donne stanno cambiando. Il cambiamento è necessario e come ha detto il Direttore Beatrice Venezi, dobbiamo essere d'esempio per le generazioni future. Avere dei figli e una casa da gestire può aiutare una donna nel scoprire nuovi strumenti che può utilizzare nell'ambiente domestico così come in quello lavorativo. 

Infine, nonni, babysitter, asili nido, scuole, attività sportive sono risorse preziose e necessarie a cui ogni donna dovrebbe poter accedere al fine di poter continuare a esprimere la propria posizione lavorativa senza sentirsi in colpa nei confronti dei propri figli. Ogni ente rivolto ai bambini e ai ragazzi è prezioso in quanto sviluppa le competenze dei leader di domani. 

C'è ancora molto lavoro da fare nella società moderna affinché non vi sia più distinzione di genere, ma che al tempo stesso si rispettino le differenze, perché come disse Giuseppe Pontiggia " Quando Einstein, alla domanda del passaporto RAZZA scrisse UMANA, non ignora le differenze, le omette in un orizzonte più ampio, che le include e le supera. E' questo il paesaggio che si deve aprire: sia a chi fa della differenza una discriminazione, sia a chi, per evitare una discriminazione, nega la differenza."

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